martedì 22 gennaio 2013
C’È MOLTO DA FARE
...qualche volta la sensazione è davvero questa! L'immagine è tratta da "tecniche di animazione sociale" di Martin Jelfs (editrice ELLE DI CI 1991)... adotta una barriera e aiutala a diventare un luogo accessibile a tutti!
venerdì 11 gennaio 2013
VIDEO-ANTEPRIMA
E' in dirittura d'arrivo il nuovo numero di Chiaroscuro... una video/anteprima dell'articolo "facile, facilissimo... impossibile"
giovedì 3 gennaio 2013
SI PUÒ !
Qualcosa dell'incontro di Daniela e Giorgio il 18 dicembre con la scuola Carducci...
...pardon, di Giorgio solo, Daniela è rimasta "prigioniera" del servoscala...
giovedì 20 dicembre 2012
NON FATE QUEGLI ASCENSORI
SOTTOPASSO
PLATEATICO...
...NON REALIZZATE QUEGLI ASCENSORI!!!.
Immaginate di entraci con carrozzine bambini, disabili,
biciclette, carrelli della spesa, deambulatori... avete mai osservato tutto
questo agli ascensori della stazione? ...avete presente manutenzione, sicurezza
(i minori ad esempio uscendo dalle scuole potranno utilizzarlo non accompagnati?), possibilità di guasti/fermo,
...
Differentemente da Rodari preferite far passare le
persone sottoterra e le macchine sopra, passi, ma realizzate almeno due belle,
ampie ed eternamente percorribili rampe di accesso... magari magari i
muretti/balaustra potrebbero diventare panchine, magari "regalati" ai
giovani per realizzare graffiti e murales, magari un concorso per rivestirle in
mosaico di ceramica...
...INIZIAMO A REALIZZARE QUALCOSA DI CONCRETO PER IL
PROSSIMO "ACCESS CITY AWARD"... e per tutti noi!!!
L’immagine è del 7 maggio 2007. E stata scattata a Orsago
(Treviso) e si tratta dell’inaugurazione del sottopasso sulla (sotto) la
statale 13 “Pontebbana” (traffico 35/40.000 veicoli al giorno – costo, opera
completa euro 750.000).
RAMPA E’ BELLO, PER TUTTI E PER SEMPRE!!!
mercoledì 12 dicembre 2012
CONNESSIONI
Commentando la notizia del furto della carrozzina elettrica
a “Darietto” che la “parcheggiava” nell’androne del palazzo a causa di un
ascensore “diversamente largo” in Albenga, condannando il gesto azzardavo però
la riflessione che forse “Darietto” era
stato “derubato” del diritto ad entrare in casa con le sue gambe come tutti,
già prima del furto, quando tecnici e commissioni non gli hanno “prescritto”
una carrozzina idonea a lui e al suo ascensore (per tacere possibilità e forse
diritti ad una casa a pian terreno ovvero ad un ascensore più largo). Derubato due
volte era la frase che ho taciuto quella volta e mi è tornata in mete ora, che
con le ultime notizie correggo e non trattengo in “derubato tre volte!”.
La nuova agenzia testimonia che l’appello su facebook “AAA
cercasi carrozzella rubata” ha ricevuto 2500 condivisioni, 1000 messaggi di
solidarietà, “è un fiume in piena di amicizia e vicinanza”, scrive
Ciangherotti assessore ai Servizi
sociali, ma tra tanta solidarietà registra (con stupefacente naturalezza) “il ‘niet’" da parte dell’ASL per l’acquisto
di una nuova carrozzella”.
Mi dispiace davvero perché non vorrei sminuire la condanna
di chi ha materialmente rubato la carrozzina di Darietto, ma il furto di un
diritto, e fra tutti il diritto ad avere pari opportunità rispetto ad ogni
altro, non riesce ad indignarmi di meno.
E ancora di più mi indigno supponendo che il “niet della
ASL” non sia frutto di un sistema elettronico ma la ponderata risposta di
esseri umani che quelle leggi devono umanamente applicarle. Ho sempre
immaginato che il fatto che leggi, norme e regolamenti siano
applicate non da macchine ma da “persone”, sia il “correttivo” per
calibrarle con più giustizia nell’intreccio delle infinite storie umane. Nella
delicatezza di questo compito e, ad esempio, nella responsabilità di poter
sottoscrivere la concessione a Darietto di “una seconda carrozzina” ho sempre immaginato potesse essere anche la
misura dei compensi di chi queste decisioni può assumerle e sottoscriverle…
Ma secondo la ASL Darietto avrà di nuovo diritto alle sue gambe nel
2016, nel frattempo è partita la sottoscrizione per una nuova carrozzina,
auguro il meglio (coordinate bancarie: Banca Carige, Conto Corrente intestato
a: Centro Aiuto Vita ingauno; Iban: IT07W0617549250000001842880; causale: “per
Darietto”), ma rimane l’amaro di un diritto in scacco ad una raccolta fondi…
lunedì 10 dicembre 2012
MA PERO'...
Una agenzia di stampa mi segnala la notizia che ad un
anziano signore, conosciuto come “Darietto”, in quel di Albenga e per la
seconda volta, è stata rubata la carrozzina elettrica. Con doverosa e giusta
ovvietà le agenzie sono un fiorire "odioso reato", solidarietà e persino appelli a “chi
avesse visto facce o movimenti strani in Via Sauro”.
“Siccome la carrozzina non entra nell’ascensore sono
costretto a lasciarla a piano terra” racconta Darietto, “nell’androne del
palazzo la collego alla presa del mio contattore elettrico per la ricarica”.
Senza nulla togliere alla vigliaccheria del furto, a me
viene da pensare che forse “Darietto”, disabile fin dalla nascita come
specifica l’agenzia, è stato “derubato” (magari con un sorriso) già prima di
questo gesto odioso. Forse avrebbe avuto diritto ad un ascensore più largo,
forse ad un appartamento a piano terra o, male che vada, almeno ad una
carrozzina più stretta.
Forse i tecnici che concedono protesi e carrozzine,
potrebbero spendere le proprie conoscenze non solo a filo di “nomenclatore” ma anche
per far sapere che esistono “ausili”
capaci di dare a tutti pari opportunità
e magari proporre a Darietto una carrozzina giusta per lui e per
l’ascensore, senza costringerlo a lasciare “le sue gambe” nell’androne del
palazzo.
venerdì 7 dicembre 2012
C’È QUALCOSA CHE MI SFUGGE
In via XX settembre sta aprendo un nuovo “panettiere”. A
vederlo sembra un bel negozio, ma solo a vederlo perché all'ingresso c’è un
notevole gradino che impedisce l’accesso a chi per “camminare” utilizza una
carrozzina ortopedica, mentre lo rende comunque difficoltoso se volete entrare
con piccolo sul “passeggino” o se avete qualche problema di “mobiltà”, magari
anche solo una temporanea gamba ingessata.
Su corso Cavour il nuovissimo “Med Store” offre alta
tecnologia in forme eleganti, ma uno scalino impedisce l’accesso a coloro per i
quali magari quella tecnologia oltre che divertente e alla moda potrebbe anche
essere utile per offrire uguali opportunità a chi inconsapevole spende 5 sensi
e deambula su due gratuite gambe di proprietà
In via Umberto I, accesso da via Oberdan, proditorii
dislivelli non segnalati rendono il marciapiede proibito ai non vedenti e
pericoloso ai più (quest’ultimi più volte, ci dicono, già inciampati e
dolenti), mentre i negozi rimangono comunque (perlopiù) inaccessibili. Parlando
con la titolare di uno di questi la signora si è prontamente dichiarata disponibile a
realizzare una piccola rampa per rendere accessibile il suo negozio, mentre un
“vigile urbano”, presente e sollecitato se non a sanzionare, almeno a “testimoniare”
leggi e normative, è intervenuto dicendo: “capirete, i negozi sono tutti così…
anzi, questo scalino è pure piccolo dovete vedere gli altri…”
…basiti ci siamo allontanati rotodeambulando perplessi!!!
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