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domenica 17 febbraio 2013

...MA ANCHE UN PO' MENO


Il gruppo SPES del Liceo Classico F. Frezzi di Foligno ha aderito al progetto “Adotta una barriera e aiutala a diventare un luogo accessibile a tutti” proponendosi per organizzare una giornata di sensibilizzazione e attività ludiche rivolte in particolare alle bambine a i bambini.
Dopo alcuni incontri, sabato 16 febbraio 2013 alle ore 14,30



nella casa-laboratorio di Daniela e Giorgio (promotori del progetto “adotta una barriera…”) è stato messo a punto il programma provvisorio dell’iniziativa che si terrà il giorno 7 aprile (forse anche il 6) presso l’Auditorium S. Caterina, titolo
“GIOCHIAMO IN TUTTI I SENSI”
Tra le altre cose (tutte da non perdere)
LE STANZE DEI 5 SENSI (ma anche un po’ meno)
ovvero 5 “scatoloni” giganti (ca. 2 mt. di lato) in cui entrare e “immergersi” in ciascuno in uno dei 5 sensi. Toccare, odorare, ascoltare, vedere, gustare e all’uscita… raccontare (aiutati dalle animatrici utilizzando parole, disegni e giochi!)

giovedì 14 febbraio 2013

ALTROVE


Avevo in mente queste immagini da qualche tempo, finalmente ho trovato un minuto per realizzarle e ora per “postarle”.
In piazza S. Francesco, bellissima per i pochi giorni dalla chiusura del cantiere alla riapertura al traffico, il marciapiede, eseguito a regola d’arte, a filo di regolamenti e senza la minima consapevolezza del suo “uso” reale (non ho fatto in tempo a scattare una foto).
Alternativamente i "musi e i "posteriori" delle macchine rubano spazio ai pedoni che da parte loro perfezionano l’ostruzione a se stessi con le biciclette.

 E’ “naturale” che entrando in uno edificio la bici la si “appoggi” accanto al portone. Per una prassi diversa quantomeno ci vorrebbero delle rastrelliere per lasciare le bici (certo rubando un po’ di posto ai parcheggiatori paganti) e naturalmente sarebbero da sanzionare le auto che, oggettivamente, occupano il marciapiede.
Una semplice bici sull’unico accesso senza dislivello è sufficiente per rendere inutilizzabile l’intero percorso pedonale. Certo un marciapiede più ampio, più accessi (da noi sollecitati a diverso livelli di responsabilità e competenza) sarebbero soluzioni troppo semplici ed economiche per essere adottate, magari è meglio rifare tutto dopo come è stato fatto (sempre su nostra segnalazione) all’altro capo della piazza.
E all’altro lato della piazza in effetti ci si sono le rastrelliere


e l’accesso senza dislivello al marciapiede  di cui sopra, è più ampio, di testa e per alcuni metri lungo il marciapiede.



Peccato che la potenziale accessibilità sia in parte vanificata dall’accorta collocazione di “volumi” tecnici (contatori, centraline, ecc., che chissà perché non possono “rubare” spazio ai parcheggi piuttosto che ai pedoni) e dagli stessi parcheggi riservati ai disabili (come dire “cavoli loro”… e poi non si può avere tutto).



Per buon peso nel “passaggio” regolarmente zebrato che teoricamente dovrebbe/potrebbe restare libero per il passaggio dei roto/poco-deambulanti automuniti, o pseudo pedoni che siano, si è pensato bene di farlo capitare in corrispondenza di un palo.



Ma accade anche che laddove l’ingresso di un esercizio commerciale rischierebbe di essere accessibile a tutti l’esuberante vetrina delle mercanzie si traduce nella realizzazione di una posticcia quanto vera “barriera architettonica”… pazienza, andremo a fare acquisti altrove!

lunedì 4 febbraio 2013

IMMODESTAMENTE




Ancora una volta una piccola anticipazione del mio contributo al prossimo numero di Chiaroscuro. Diciamo che nelle foto c’è una parte dell’articolo, la seconda parte è immodestamente “rubata” al mio omonimo Gaber… 

martedì 29 gennaio 2013

TRAPIANTI (AUSPICABILI)




Questa immagine l’ho scattata stamani al parcheggio dell’ospedale di Foligno. Sono arrivato alle ore 8,30  e andato via verso le 10, l’auto così l’ho trovata e tale l’ho lasciata. Peraltro i parcheggi riservati agli invalidi erano liberi.
Secondo me è andata così. Il tipo o la tipa arriva, magari ha un’urgenza, i posti dei disabili sono liberi ma lui/lei in tutta onestà non se la sente di occuparli e così ha l’idea geniale: “io mi metto qui che non do fastidio a nessuno”.
In effetti, a parte il fatto che lo “stallo” non è individuato con le apposite strisce, non c’è nessuno cartello che espressamente vieta di parcheggiare li.
Certamente lo vieterebbe un utilizzo appropriato di quell’ovale irregolare che forse anche il tipo o la tipa portavano con sconsiderata inconsapevolezza immediatamente sopra al collo… o forse l’urgenza ospedaliera era proprio quella, un radicale trapianto di capoccia! 

domenica 27 gennaio 2013

COERENZA




In un editoriale sulla rivista che dirigeva, “Gli Altri”, Rosanna Benzi, la “ragazza” che ha vissuto in un polmone d’acciaio a Genova, si compiaceva della  coerenza che ritrovava rileggendo i sui scritti … ...poi si correggeva: non si trattava di coerenza ma il fatto era che i passi avanti erano così pochi che le “battaglie” erano semplicemente ancora e sempre le stesse!
Ho già detto che sto finalmente sistemando la nostra libreria ancora “ferita” dai suoi 9 traslochi e ormai lontana dal bell’ordine (con tanto di catalogo) pazientemente realizzato e “offerto” da mio  padre in occasione di un trasloco più o meno a tre quarti della sequenza,  oggi ho scovato un libricino che davvero non ricordavo.
In grassetto strilla in copertina “Contro ogni barriera… architettonica e culturale” ed è siglato “Agrisalus – Umbria”. La pubblicazione si presenta come “periodico di informazione dei consumatori e degli utenti”, è il n. 3, realizzato in collaborazione con “associazione paraplegici umbri”, anno 1990
Rosanna aveva ragione, il disegno richiama l'animazione che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, il testo che apre la pubblicazione - vedete tutto nell'immagine - potrebbero essere un post di questa pagina...
Anche concedendo un pietoso condono per gli anni pregressi, i tecnici, i geometri, gli ingegneri, gli architetti, gli urbanisti, le commissioni edilizie e similari, i dirigenti e gli amministratori degli Enti più o meno locali, le polizie municipali… dove sono stati nei 23 anni trascorsi dalla data di pubblicazione di quell'opuscolo?

giovedì 24 gennaio 2013

RISOBRAILLE



Una piccola e buona scoperta facendo la spesa al supermercato.
Non sono riuscito a scaricare le immagine delle confezioni sullo scaffale (nella lotta tra telefonino, computer, bluetooth e me, hanno vinto loro e ciascuno si è tenuto per se le proprie immagini), erano sul ripiano quello su in alto che quasi non ci arrivi, ma è giusto, per una scatola di riso con scritta in braille il target non sono i rotodeambulanti.
…appunto insieme alla mia rotodeambulante compagna, noi invece non abbiamo avuto dubbi e “vista” abbiamo preso  immediatamente la scatola che ora anche voi vedete.
Per la fotografia abbiamo aggiunto uno dei segnalibri di “adotta…” con l’alfabeto, magari potete provare a tradurre la scritta in braille, io l’ho fatto ma non ve lo dico…
Un buona cosa potrebbe essere intanto iniziare ad acquistare prodotti “accessibili” in luoghi “accessibili”, non sarebbe proprio un’adozione, anzi l’esatto contrario - “abbandona ciò che non è “for all” - …ma magari funziona anche di più!

martedì 22 gennaio 2013

NORMAL... MENTE



Stiamo riordinando un po’ dei nostri libri, ovviamente diversi sul tema della barriere architettoniche e sensoriali.
In uno di questi una ventina di pagine sono dedicate ai “parametri dimensionali” che in altrettante tavole visualizzano i diversi ingombri degli “umani” (e delle loro azioni)  relativamente ai primi anni di vita, donna e uomo, grassi e magri, anziani, deambulanti con i bastoni, in carrozzina, ecc. …
Il volume è del 1985 (…non dico altro) “Barriere architettoniche” di  Maria Teresa Ponzio, ed.  Rosenberg & Sellier.
Io mi sono soffermato sula tavola che vedete, “Campo visivo”.
Più volte ci siamo e abbiamo chiesto se questi parametri sono stati presi in considerazione, ad esempio, nell’allestimento del Museo della Stampa, o in generale di mostre ed esposizioni, ma anche, perché no, di mercatini, negozi, spettacoli…
Certo, il campo visivo potrebbe non essere la cosa più importante, ma potrebbe anche essere che partendo dalla consapevolezza che il “nostro” campo visivo non è l’unico, anche la considerazione di tutte le altre diversità diventi cosa più “normale”.